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Nebraska.

Letto839volte

Woody è un uomo anziano, ha visto la guerra, si è sposato, ha avuto problemi con l’alcol e i suoi figli non si sono mai sentiti pienamente amati da lui. Ma ha anche una certezza, dopo che un giorno gli arriva una lettera pubblicitaria a casa. Crede di aver vinto un milione di dollari ed è ostinato a ritirare il suo premio in un ufficio del Nebraska.
Suo figlio decide di accompagnarlo, per dargli una ragione di vita. Ed è qui che inizia un lungo viaggio padre e figlio.
David scoprirà i piccoli sogni di suo padre, ma anche le speranze, gli amori, gli amici e i nemici che chiedono il conto. Arrivato ormai alla fine della strada, è impossibile non provare tenerezza per un uomo in cerca di attenzioni, che ne riceverà più di quante ne abbia mai avute durante la sua intera esistenza. Un genitore che ritorna ad essere bambino, con sogni e grandi speranze.
Perché tanta ostinazione nel voler ottenere quel premio? Woody non ha mai voluto essere ricco. Lo desidera per lasciare qualcosa ai suoi ragazzi, per farsi ricordare.
Alexander Payne in questo film affronta una nuova dimensione della malinconia. Nebraska è una ballata folk, ma è anche un viaggio, alla fine del quale Woody e David, suo figlio, ritorneranno a casa più ricchi di quando sono partiti. Impossibile poi non commuoversi nella scena in cui Woody, sul furgone tanto desiderato, attraversa la città in cui è cresciuto, come in una parata. Nella rivincita finale sulle meschinità e i pregiudizi.

“- Ha l’Alzheimer suo padre?
- No,crede a quello che gli dice la gente.
- Non è un bene.
- Già…”

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