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Mi è passato il mal di schiena.

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I libri di Foenkinos sono come quei film francesi dove non si capisce fino alla fine se è più una commedia o un dramma.
“Mi è passato il mal di schiena” non fa eccezione. Il protagonista conduce un’esistenza tranquilla che viene però turbata da un brutto mal di schiena. Comincia allora il travaglio per risolvere il problema, che sembra avere origine psicologica. I dolori sono causati da “nodi da sciogliere” e tensioni accumulate negli anni.
Ed è qui che la sua esistenza apparentemente perfetta si sgretola, pezzo dopo pezzo. Sembra la fine. Invece, come spesso accade, è l’inizio.
Nessuno ha la sua capacità di raccontare come nasce un amore e descrivere le piccole dinamiche delle relazioni sentimentali. Non è facile, ma lo fa in modo talmente semplice che me lo fa piacere.
Niente fuochi d’artificio. Solo la quotidianità dei baci al fluoro.
In ogni libro poi usa un’espressione curiosa, sempre la stessa, quando il protagonista si innamora. Rapsodia di rotule. Un sentimento che nasce dai dettagli più insignificanti. Perfino dalle ginocchia. Anche se in questo caso è un sogno che la spinge a cercarla.

“Era stato profondamente colpito da un’intervista di John Lennon che parlava di Yoko Ono. L’aveva sognata prima di conoscerla. L’aveva quasi descritta senza averla mai vista, come se il sogno avesse preannunciato la realtà. Incontrandola aveva semplicemente adeguato l’inconscio alla coscienza”.

Se questo libro fosse una canzone, sarebbe qualcosa da fischiettare.

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