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giugno: 2021
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italo calvino



Barack Obama è stato confermato presidente degli Stati Uniti la notte del 6 novembre.

Tonight, in this election, you, the American people, reminded us that while our road has been hard, while our journey has been long, we have picked ourselves up, we have fought our way back, and we know in our hearts that for the United States of America the best is yet to come.

Stanotte, in questa elezione, voi, il popolo americano, ci avete ricordato che anche se la nostra strada è stata dura, anche se il nostro viaggio è stato lungo, ci siamo rialzati, abbiamo combattuto, e sappiamo nel profondo dei nostri cuori, che per gli Stati Uniti d’America il meglio deve ancora venire.

I want to thank my friend and partner of the last four years, America’s happy warrior, the best vice president anybody could ever hope for, Joe Biden.
And I wouldn’t be the man I am today without the woman who agreed to marry me 20 years ago.
Let me say this publicly: Michelle, I have never loved you more. I have never been prouder to watch the rest of America fall in love with you, too, as our nation’s first lady.
Sasha and Malia, before our very eyes you’re growing up to become two strong, smart beautiful young women, just like your mom. And I’m so proud of you guys. But I will say that for now one dog’s probably enough.

Voglio ringraziare il mio amico e partner degli ultimi quattro anni, il guerriero felice dell’America, il miglior vice presidente che chiunque potrebbe sperare di avere, Joe Biden.
E io non sarei l’uomo che sono oggi senza la donna che ha accettato di sposarmi, vent’anni fa.
Lascia che lo dica pubblicamente: Michelle, non avrei potuto amarti di più. E sono fiero di vedere che anche il resto dell’America si sia innamorato di te, come first lady della nostra nazione.
Sasha e Malia, di fronte ai nostri occhi state crescendo forti, intelligenti e bellissime, come vostra madre. E io sono così fiero di voi, ragazze. Ma devo dirvelo, credo che un cane per ora sia abbastanza.

Democracy in a nation of 300 million can be noisy and messy and complicated. We have our own opinions. Each of us has deeply held beliefs. And when we go through tough times, when we make big decisions as a country, it necessarily stirs passions, stirs up controversy.
That won’t change after tonight, and it shouldn’t. These arguments we have are a mark of our liberty. We can never forget that as we speak people in distant nations are risking their lives right now just for a chance to argue about the issues that matter, the chance to cast their ballots like we did today.

La democrazia in una nazione di 300 milioni di abitanti può essere chiassosa, incasinata, complicata. Abbiamo opinioni diverse. Ognuno di noi ha convinzioni profonde. E quando attraversiamo momenti difficili, quando prendiamo grandi decisioni come Paese, è necessario smuovere passioni, creare contrasti. Questo non cambierà dopo stanotte, non deve. Queste discussioni sono parte della nostra libertà. Non possiamo dimenticare che mentre parliamo, persone in altre nazioni lontane stanno rischiando le loro vite, proprio adesso, solo per avere la possibilità di discutere, di votare, come abbiamo fatto noi, oggi.

But despite all our differences, most of us share certain hopes for America’s future. We want our kids to grow up in a country where they have access to the best schools and the best teachers.
A country that lives up to its legacy as the global leader in technology and discovery and innovation, with all the good jobs and new businesses that follow.
We want our children to live in an America that isn’t burdened by debt, that isn’t weakened by inequality, that isn’t threatened by the destructive power of a warming planet.

Ma nonostante tutte le nostre differenze, la maggior parte di noi condivide speranze comuni per il futuro dell’America. Noi vogliamo che i nostri figli crescano in un paese dove possano avere accesso alle migliori scuole e ai migliori insegnanti. Un paese che lasci la sua eredità come leader globale nella tecnologia, nella scoperta e nell’innovazione, con tutti gli ottimi posti di lavoro e nuovi affari che ne seguiranno.

We believe in a generous America, in a compassionate America, in a tolerant America, open to the dreams of an immigrant’s daughter who studies in our schools and pledges to our flag. To the young boy on the south side of Chicago who sees a life beyond the nearest street corner. To the furniture worker’s child in North Carolina who wants to become a doctor or a scientist, an engineer or an entrepreneur, a diplomat or even a president — that’s the future we hope for. That’s the vision we share. That’s where we need to go – forward.

Noi crediamo in un’America generosa, un’America compassionevole, un’America tollerante, aperta ai sogni di una figlia di immigranti che studia nelle nostre scuole e giura sulla nostra bandiera. Al bambino che vive a sud di Chicago e vede la vita oltre l’angolo della strada. Al bambino povero del Nord Carolina che vole diventare un dottore o uno scienziato, un ingegnere o un imprenditore, un diplomatico o anche un presidente – questo è il futuro che speriamo. Questa è la visione che condividiamo. Qui è dove noi abbiamo bisogno di andare – avanti.

This country has more wealth than any nation, but that’s not what makes us rich. We have the most powerful military in history, but that’s not what makes us strong. Our university, our culture are all the envy of the world, but that’s not what keeps the world coming to our shores.
What makes America exceptional are the bonds that hold together the most diverse nation on earth.
The belief that our destiny is shared; that this country only works when we accept certain obligations to one another and to future generations. The freedom which so many Americans have fought for and died for come with responsibilities as well as rights. And among those are love and charity and duty and patriotism. That’s what makes America great.

Il nostro paese ha più benessere di ogni altra nazione, ma non è questo che ci rende ricchi. Abbiamo uno degli eserciti più potenti della storia, ma non è questo che ci rende forti. Le nostre università, la nostra cultura è invidiata da tutto il mondo, ma non è questo che continua a portare il mondo verso le nostre coste.
Quello che rende l’America eccezionale sono i legami che tengono insieme nazioni diverse.
La consapevolezza che il nostro destino è condiviso, che questa nazione funzioni soltanto quando accettiamo che esistono certi obblighi l’uno verso l’altro e verso le generazioni future. La libertà per la quale molti Americani hanno combattuto o sono morti, si accompagna alle responsabilità così come ai diritti. E fra questi, l’amore, la carità, il dovere, il patriottismo. Ecco cosa rende grande l’America.

I am hopeful tonight because I’ve seen the spirit at work in America. I’ve seen it in the family business whose owners would rather cut their own pay than lay off their neighbors, and in the workers who would rather cut back their hours than see a friend lose a job.

Sono pieno di speranza oggi, perché ho visto questo spirito al lavoro in America. L’ho visto nelle aziende familiari i cui proprietari preferiscono ridursi lo stipendio piuttosto che licenziare i vicini, negli operai che preferiscono diminuirsi le ore di lavoro piuttosto che vedere un amico restare senza lavoro.

That’s who we are. That’s the country I’m so proud to lead as your president.
And tonight, despite all the hardship we’ve been through, despite all the frustrations of Washington, I’ve never been more hopeful about our future.
I have never been more hopeful about America. And I ask you to sustain that hope. I’m not talking about blind optimism, the kind of hope that just ignores the enormity of the tasks ahead or the roadblocks that stand in our path. I’m not talking about the wishful idealism that allows us to just sit on the sidelines or shirk from a fight.
I have always believed that hope is that stubborn thing inside us that insists, despite all the evidence to the contrary, that something better awaits us so long as we have the courage to keep reaching, to keep working, to keep fighting.
America, I believe we can build on the progress we’ve made and continue to fight for new jobs and new opportunity and new security for the middle class. I believe we can keep the promise of our founders, the idea that if you’re willing to work hard, it doesn’t matter who you are or where you come from or what you look like or where you love. It doesn’t matter whether you’re black or white or Hispanic or Asian or Native American or young or old or rich or poor, able, disabled, gay or straight, you can make it here in America if you’re willing to try.

Ecco chi siamo. Questa è la nazione di cui sono orgoglioso di essere presidente.
E stanotte, nonostante tutte le difficoltà che abbiamo attraversato, nonostante tutte le frustrazioni di Washington, non sono mai stato così fiducioso riguardo al futuro.
Non sono mai stato così fiducioso riguardo all’America. E vi chiedo di sostenere questa speranza. Non parlo di cieco ottimismo, quel tipo di speranza che ignora l’enormità delle sfide future o gli ostacoli sul nostro cammino. Non parlo dell’idealismo illusorio che ci permette di stare a guardare da bordo campo o di sottrarci a una battaglia.
Ho sempre creduto che la speranza fosse quell’elemento testardo in ognuno di noi che insiste, nonostante la prova del contrario, nel credere che qualcosa di meglio ci attenda, se abbiamo il coraggio di continuare a provarci, a lavorare, a combattere.
America, io credo che assieme possiamo continuare a costruire sui progressi che abbiamo fatto, continuare a lottare per nuovi posti di lavoro e nuove opportunità e nuove sicurezze per la classe media. Credo che possiamo mantenere la promessa dei nostri fondatori, l’idea che se hai la volontà di lavorare duro, non importa chi sei o da dove vieni o che aspetto hai o chi ami. Non importa se sei bianco o ispanico o asiatico o nativo americano o giovane o vecchio o ricco o povero, abile, disabile, gay o eterosessuale, in America puoi farcela se hai la volontà di provarci.

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