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Calexico.

Letto885volte

Per un paio d’ore Verucchio è diventata un deserto. Una cittadina colorata dell’America Latina. C’erano i mariachi, le chitarre slide, il jazz e perché no, anche un po’ di Morricone e dei suoi Spaghetti Western. Più che un concerto un road movie girato da Tarantino o Rodriguez. Le contaminazioni che si trovano nella musica dei Calexico sono tante. Ma loro stanno sul confine, non sono California, ma nemmeno Messico. Fanno i loro pezzi e poi condiscono il tutto con la cover degli Smith, Big Mouth Strikes Again.
Sono coinvolgenti ed è impossibile non farsi portare via da queste atmosfere. Il batterista, John Convertino, è un nerd invecchiato, il polistrumentista Martin Wenk, un po’ Patrick Swayze, un po’ Kevin Bacon. Il contrabbassista sembra uscito da un matrimonio degli anni Cinquanta. E poi c’è il cantante, Joey Burn. Malinconico e generoso. Alla fine sul palco sono talmente tanti, che più che un concerto sembra una fiesta. E l’impressione è proprio questa. I Calexico sembrano davvero divertirsi.

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