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Before Sunset.

Letto899volte

Che Richard Linklater sia ossessionato dal concetto di tempo è chiaro. Quella che con la trilogia Before Dawn, Before Sunset e Before Midnight, era semplicemente un’insinuazione, è diventata conferma con Boyhood. Ma l’approccio è differente. Nei tre “Before” ci sono pause di dieci anni da un episodio all’altro, e quello che interessa è il momento, quello più significativo, nella vita dei due protagonisti Celine e Jess. In Boyhood invece non ci sono salti temporali, il tempo procede con il suo incedere, veloce o lento che sia. Non ci sono momenti significativi, ma quotidianità.

Before Sunset è il secondo capitolo della trilogia. Il primo, Before Dawn, era una piccola perla. Per questo sembra incredibile che il seguito di un film, che poteva già essere considerato perfetto, sia addirittura migliore del precedente. Ma accade.
Celine e Jess sono cresciuti. Sono passati dieci anni dal loro primo, fugace, incontro. Non si sono più visti.
Avevano venticinque anni e viaggiavano attraverso l’Europa. Lui americano, lei francese, poi la deviazione a Vienna. I lunghi discorsi e le promesse. Dieci anni dopo si ritrovano a Parigi. Jess è diventato scrittore, sta presentando il suo libro, che parla di loro, quando la rivede. Sono diventati adulti, eppure non sono cambiati granché.
La loro personalità, i loro gesti, come quello buffo di Celine di avvicinarsi un dito alle labbra, sono rimasti inalterati.
Lui, romantico e ottimista, lei incasinata come sempre. Insicura sull’amore, ma anche indipendente e fiera.

Before Sunset è un film romantico, ma non c’è nemmeno un bacio. Ed è qui che sta il vero romanticismo, nel desiderio di toccarsi dei due protagonisti, negli sguardi. In quel qualcosa che non dicono, se non con gli occhi.
La storia scorre via liscia, senza colpi ad effetto, così tipici del cinema americano.
Questo film si insinua nel cervello, tra i recettori della nostalgia, come un coltello nel burro.
Linklater soffia la polvere che la realtà ha gettato sulle passioni mai sopite, sulle speranze mai svelate.
Entrambi sono assaliti dal dubbio del “cosa sarebbe successo se ci avessimo provato”, ma nessuno dei due vuole esporsi a prendere una posizione. Le dichiarazioni sono lasciate al silenzio.
La sceneggiatura è perfetta, scritta dagli attori insieme al regista. Vivace, ritmata. E, nonostante di parole ce ne siano parecchie, non annoia mai.

In Before Sunset c’è la forza di ciò che inseguiamo nella nostra vita. E capisci che, forse, l’amore ha poco a che fare con la realtà. Ci si innamora di un sogno. Non esiste più il futuro, ma solo l’attimo presente. Non esistono conseguenze. Celine ce lo spiega, amore e realtà non hanno niente a che fare l’uno con l’altra. Ci sono momenti che riempiono per sempre. Ed è lì che vive il sentimento.
Il punto è che quei due non si stanno innamorando. L’amore finisce per essere una conseguenza. Il loro è un incontro karmico, di quelli impossibili da ignorare.
Quante volte nella vita puoi incontrare qualcuno con il quale creare una connessione? Quando sei giovane pensi che possa accadere spesso, dice Celine, ma poi, più avanti negli anni, realizzi che puo succedere un paio di volte.

Perfetto anche il finale.
Jess è seduto sul divano, guarda Celine ballare e canticchiare una canzone di Nina Simone.
“Baby, you’re gonna miss your flight”, gli dice.
“I know”, sorride.
Nero.

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