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Quante cose sono cambiate.

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Quante cose sono cambiate da un anno a questa parte? Tantissime, davvero.
Alcune persone ci sono da sempre. Altre se ne sono andate.
Ci sono quelle che hanno deciso di fermarsi e quelle che avrei voluto trattenere, ma non ci sono riuscita.
Quelle che mi hanno promesso sarebbero rimaste e ho sperato con tutte le mie forze fossero arrivate per restare, ma non l’hanno fatto.
Alcune mi hanno attraversato, altre sono riuscite solo a sfiorarmi.
Se mi volto indietro sono tante le impronte su questa mia strada.
Ci sono quelle che si vedono appena e altre che assomigliano
a dei solchi. Niente è andato perso. Ogni viso, ogni risata, ogni pianto, i baci, gli abbracci, gli sguardi, ogni parola detta o ascoltata, i sorrisi, le frasi sussurrate. Le lacrime di commozione, versate ascoltando musica, leggendo un testo o guardando una fotografia. Ho scoperto quanto è piacevole farsi innondare dalla luce della luna, svegliarsi per andare a vedere il sole che sorge, tornare a casa quando albeggia e gli uccellini iniziano a cantare, anche se avresti voglia di restare ancora un po’. Ho scoperto che camminare a piedi nudi in un fiume con i sandali in mano ti fa sentire un po’ più parte dell’Universo. Ho scoperto quanto è facile innamorarsi di uno sguardo. O forse è stato facile innamorarsi di quello sguardo lì, perché l’hai riconosciuto tra mille. Ho scoperto che non sono solo le libellule ad essere “effimere”, ma a volte anche le intenzioni. Ho capito quanto è difficile dimenticare qualcuno che non vuole farsi dimenticare.

Conservo tutto gelosamente. Sono tracce di un cammino, ricordi dolci che riaffiorano dalla memoria e ancora mi sorprendono quando meno me l’aspetto. Si cresce, ci si muove, la vita è un viaggio dove non importa la destinazione, ma solo il percorso. La strada fatta è stata tanta, e tanta è quella ancora da fare.
Non c’è niente che sia prevedibile. Un anno fa tutto era diverso. L’esistenza ha molta più fantasia di quanta ne potremmo avere noi, ma non è forse meravigliosa proprio per questo?
Ogni cosa può cambiare in un attimo, ogni occasione è una possibilità.

Certo, non è stato facile. Sono stata delusa dalle persone che non pensavo lo potessero fare. E forse anch’io ho deluso qualcuno.
A quelli che se ne sono andati vorrei dire una cosa. Grazie. Sì, grazie. Grazie a chi si è tirato indietro e a chi mi ha spezzato il cuore. A chi si è dimenticato di me. A chi si è preso tanto, eppure non era ancora abbastanza. A chi mi ha lasciato sola quando invece avevo bisogno di qualcuno. Grazie, perché ho capito di cosa non ho bisogno nella mia vita.
Soprattutto però, voglio dire grazie a me. Per non aver mollato mai. Per aver attraversato notti che sembravano eterne. Per essere riuscita ad alzarmi in piedi, dopo ogni caduta. E perché, nonostante tutto, trovo ancora la forza di stupirmi, il coraggio di rischiare, l’incoscienza di ricominciare ogni volta e di crederci, come fosse la prima. Grazie per aver conservato quell’entusiasmo da bambina di cinque anni.

Di tutto quello che ho fatto non c’è niente che possa essere considerato un errore o uno sbaglio. Sì è vero, c’è qualche cicatrice. Di quelle che ti basta sfiorarle, per ricordare quanto hai sofferto. Ma non importa. Sono i segni delle battaglie. Rifarei tutto, nello stesso identico modo. Le delusioni, le vittorie, i pianti e le risate, per un percorso che mi ha portato fino a qui. E’ vita, e non mi stanca mai.

“Io ti benedico, Vita, perché non mi donasti mai false speranze,
né lavori ingiusti, né pena immeritata;
perché vedo, alla fine della mia rude strada,
che io fui l’architetto del mio destino;
che se estrassi il miele o il fiele delle cose,
fu perché in esse misi fiele o mieli saporiti:
quando piantai roseti raccolsi sempre rose.
Certo, alle mie frondosità segue l’inverno:
ma tu non mi dicesti che maggio fosse eterno!
Senza dubbio trovai lunghe le notti delle mie pene;
ma non mi promettesti solamente notti buone;
ed invece ne ebbi alcune santamente serene.
Amai, fui amato, il sole accarezzò il mio volto.
Vita, niente mi devi! Vita, stiamo in pace! “
(Amado Nervo)

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