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Mi piace l’arte astratta perché non mi interessa la riproduzione della realtà. Sono sempre stata più interessata all’anima. Di chi la fa, l’arte, e di chi la guarda.
Io, nell’Icaro di Matisse, vedo un uomo che sale, non che precipita. Un sogno, forse. E come nei sogni non c’è forza di gravità. Solo un uomo, che sale fino alle stelle spinto dal sentimento e dalla passione. Un uomo che sembra di pietra, eppure si alza, leggero, senza peso come una foglia nel vento. Quando parlo con qualcuno che preferisce l’arte classica non ci vede niente di tutto questo. Non è né bello né leggero. Sono macchie di colore. Anche questo mi piace, dell’arte astratta. Non esiste oggettività. Non ci sono regole.
Diceva Picasso che “l’arte lava via dall’anima la polvere della vita quotidiana“. E’ quello il suo obiettivo, alimentare il sogno.

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