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Sweetheart like you

Ci sono fenomeni inspiegabili, come l’esistenza di certi cartelli stradali o le fasi lunari. Tra questi c’era il fatto che lei avesse accettato il suo invito, quella sera. Era freddo nella locanda sul lungomare, lo ricordava come fosse ora. L’inverno in una città sul mare è più inverno. La sera è subito notte. E il [...]

Un bullone dallo spazio

“Non ce la farà a passare il Kansas” disse mio padre in piedi di fronte al televisore, il giorno della partenza. “E se ce la farà non sarà di certo per via aerea”, aggiunse. E invece il Columbia era partito. Era il 16 gennaio. Sembrava un enorme proiettile scintillante mentre lasciava la Terra, seguito solo [...]

Perché ci hai messo tanto?

Ci sono strade che percorri per anni, senza prestare attenzione ad un dettaglio che sia uno. Giorgio quel giorno lì di inizio gennaio, camminava con le mani in tasca, lungo i muri sbrecciati dei palazzi. Seguiva il vento. Non era in ritardo e non doveva andare in nessun posto. Era uscito per comprare un libro, [...]

L'altra faccia della mela.

Il tempo è un’imboscata. Con un dito provo a stirare la pelle sottile sotto la rima delle ciglia. Iniziano a vedersi parecchio queste rughe, penso. E il mio ovale non è più sodo come una volta, la pelle sotto al mento sembra un lenzuolo che è stato lavato troppo e male. E quei segni intorno [...]

Architetture.

Mi ricordo bene di quella sera. Io ti guardavo mentre ballavi con un’altra. La tua mano sulla sua schiena, ma sembravi non toccarla nemmeno. Lei tirava la testa indietro e rideva. Scopriva il collo, scuoteva i capelli e rideva, rideva, rideva. La musica suonava languida nel vento, tra le palme e i muri sbrecciati. Tra [...]

Cara.

Qual è la parola migliore per rompere un silenzio? Gli sarebbe tanto piaciuto saperlo, adesso. Erano rimasti lì, seduti sui gradini dell’ingresso. Avrebbe voluto parlarle come si parlano le persone libere. Lasciare tutto all’entrata e accomodarsi dentro, accoccolarsi su un tappeto in mezzo ai cuscini. E restare intrappolati in un caffè scuro e senza zucchero [...]

L'ultimo giorno.

Ho sempre pensato che il giorno in cui ci saremmo visti per l’ultima volta ci sarebbe stato il mare mosso. Inquieto, come noi. E forse anche vento. Ci sarebbero stati i gabbiani a riva, vicino al pontile. E verso le due di pomeriggio, in quella giornata ventosa e ondosa, qualcuno avrebbe fatto una passeggiata in [...]

Il Califfo è morto.

Il Califfo è morto, intitola così il giornale. E la cosa non mi fa piacere, anzi. Mi sembra quasi impossibile. Uno entra in edicola per comprare la Gazzetta e si trova davanti sto titolo, a lettere cubitali. Che poi, non era già morto? O forse no, era qualcuno che gli assomigliava. Mi pare anche di [...]

La serra al sessantesimo piano.

“Solo il fiore di quell’orchidea potrà salvarla”, poi gli aveva preso le mani e l’aveva scrutato come un miope senza occhiali. Si era avvicinato così tanto che Jean per un secondo aveva pensato che volesse baciarlo. Quel tizio aveva una bellezza seria e delicata. Quasi femminea. Non avrebbe potuto attribuirgli un’età. Diciotto, trenta? Forse venticinque [...]

Easy Money.

Milano, triste monolocale. Ore: 21.47.

Soldi. Solo soldi. Ripenso a chi mi diceva che scrivere è passione. Gioia, piacere. Cazzate. Scrivere è sacrificio, dolore. E’ scarnificazione. Scrivere è mandare a puttane la vita. C’è stato un tempo, molto lontano, in cui volevo pubblicare romanzi, poi sono finito a fare pubblicità. Almeno lì pagano. Poco, ma [...]