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gennaio: 2019
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Alt-J a Milano.

Letto475volte

Il loro primo album, An Awesome Wave, l’ho consumato, ascoltato e riascoltato per tutta l’estate. Così, il concerto di Milano al Forum è stata semplicemente la naturale conseguenza della mia ossessione.
I biglietti sono andati a ruba e gli Alt-J, che non sono il classico gruppo mainstream, hanno riempito il palazzetto.
Non sono animali da palcoscenico. Non ammiccano, non adottano pose, le scenografie sono scarne e minimaliste. Alle spalle qualche schermo sul quale vengono proiettati giochi di luce. Tutti la band è schierata alla stessa altezza. E la cosa mi piace. La dice lunga sulla loro personalità, e soprattutto sull’equilibrio dei ruoli. Non esiste un frontman.
Parlano poco con il pubblico, non fanno spettacolo. Lo spettacolo è la loro musica. Folk, rock, elettronica. Ogni elmento è dosato e in perfetto equilibrio.
E infatti tutto gioca sulla contrapposizione tra movimento e staticità. Loro sul palco sono immobili, ma l’energia non manca. Si parte con Hunger of the Pine e si conclude con Breezblock. Quest’ultima fa, letteralmente, venire giù il Forum.
Un concerto denso, anche se non eccessivamente lungo. Con due soli album alle spalle forse non si poteva chiedere di più. Non si può parlare di un rituale, come accade durante altri concerti. Questi ragazzi di Leeds non sembrano essere interessati a fare la parte dei cerimonieri, ma la sensazione è quella di aver assistito a qualcosa di magico.

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